TRUFFA DELL'EVOLUZIONISMO S.p.A., COME RUGGISCE IL LEONE DELLA TRIBù DI GIUDA

Articoli e note firmate: LUCIANO BENASSI, Cristianità n. 95 (1983)

Mistificazioni evoluzionistiche e matematica

Il 19 aprile 1882, compiuti da poco i settantatré anni, Charles Robert Darwin moriva nella sua casa di Down, nel Kent. Gli sopravvivevano la moglie Emma, sette dei suoi dieci figli, una mole notevole tra libri, articoli e memorie scientifiche; ma il suo nome sarebbe rimasto indissolubilmente legato a una delle maggiori mistificazioni della storia della scienza e della cultura occidentale: la teoria della evoluzione (1).

I. La rivoluzione evoluzionistica
A cento anni dalla scomparsa, il mondo scientifico ufficiale, con grande dispiego di mezzi, ha celebrato nel 1982 l'"anno darwiniano". Quotidiani, settimanali, riviste di divulgazione hanno offerto generosamente le proprie pagine alla memoria del "fondatore" e alla diffusione del suo "messaggio":
una claque invadente e ossessiva ha applaudito senza interruzione alle vecchie tesi evoluzionistiche riproposte, come sempre, secondo enunciati ambigui e sfuggenti e con il consueto corredo di "prove" (2).
Lo spazio per il dissenso è stato pressoché nullo e su ogni voce discorde è stata fatta gravare un'atmosfera ora di ironia, ora di disinteresse.
Non è consentito avere dubbi "sulla validità della teoria [...]. L'impostazione corretta di questo dubbio non è [...] "se l'evoluzione è vera", ma se sappiamo tutto dell'evoluzione" (3).

Della evoluzione, in pratica, si conosce ben poco.
Giuseppe Montalenti, presidente dei Lincei, fautore e divulgatore in Italia della teoria evoluzionistica, ammette, per esempio, che "non è a credere che tutto sia chiaro, che tutti i problemi siano risolti. Al contrario, molti rimangono aperti e intorno a essi si discute e si ricerca molto. [...] Molti e gravi sono i problemi anche in quello che abbiamo chiamato l'aspetto storico dell'evoluzione.
Il quadro del processo evolutivo appare disegnato nelle sue grandi linee in modo abbastanza attendibile, ma quando si cerca di fissare il particolare si incontrano spesso grandi difficoltà" (4).
Se le difficoltà permangono, come sempre, e se nessun fatto nuovo, nessuna verifica sostanziale sono intervenuti in questi cento anni a fare sì che l'evoluzionismo sia qualcosa di più di un disegno "attendibile" soltanto nelle sue "grandi linee", le celebrazioni riservate a Darwin e alla sua teoria, fatto anomalo nella storia della scienza, inducono a un atteggiamento di sospetto.
Il sospetto cade e diviene certezza se si considera che Darwin e l'evoluzionismo sono troppo importanti per essere lasciati al vaglio della usuale metodologia scientifica:
non tanto per il rischio di vedere cadere ciò che affermano, quanto per il timore di dovere affermare ciò che negano.
Ne ha chiara coscienza Francois Jacob, evoluzionista, premio Nobel per la medicina nel 1965: "Quello che Darwin ha mostrato è che per rendere conto dello stato attuale del mondo vivente non c'era affatto bisogno di ricorrere ad un Ingegnere Supremo. […] Tuttavia se l'idea di un progetto, di un piano generale del mondo vivente, stabilito da un creatore è scomparsa con il darwinismo, questo ha conservato un alone di armonia universale" (5).
Quindi, per evitare che l'"Ingegnere Supremo", cacciato dalla porta principale più di cento anni fa, rientri per quella di servizio attraverso la oggettiva constatazione della "armonia" della sua opera, ovvero della perfezione e della finalità delle sue parti, si rende necessario un costante rilancio della teoria evoluzionistica, nel quale non siano discussi e criticati i dubbi e le prove, ma sia posto l'accento sull'impatto rivoluzionario che essa ha avuto e continua ad avere su ogni concezione del mondo che faccia ricorso a un creatore.

Un creatore presuppone una volontà, e una volontà esprime una intenzione, un progetto: ebbene, continua Jacob, "la teoria della selezione naturale consiste precisamente nel capovolgere questa affermazione. […] In questo rovesciamento, in questa specie di rivoluzione copernicana sta l'importanza di Darwin per la nostra rappresentazione dell'universo e della sua storia" (6).
Se poi si considera che la concezione tradizionale del mondo "ha nella dottrina cristiana il suo più saldo fondamento" (7), non è difficile collocare il movimento evoluzionistico nel quadro più ampio del movimento che il pensiero contro-rivoluzionario denomina "Rivoluzione" e che si realizza nella lotta e nella demolizione tematica di ogni espressione conforme a quella dottrina:
sul piano religioso, su quello politico-sociale-istituzionale, su quello economico, fino a colpire, da ultimo, i legami microsociali e l'individuo stesso.

Seguendo lo schema di Plinio Corrêa de Oliveira (8), lo svolgimento storico mette in evidenza, dalla fine dei Medioevo cristiano, una I Rivoluzione, protestantica, che distrugge i legami religiosi; una II Rivoluzione, liberale-illuministica, che distrugge i vincoli e i legami dell'antico ordine sociale; una III Rivoluzione, comunistica, che abolisce il residuo ordine economico. Ma, ulteriore al comunismo, Corrêa de Oliveira intravede una "IV Rivoluzione nascente" (9), il cui tratto saliente sta nel carattere ristretto del suo campo d'azione: i legami microsociali, cioè la trama di relazioni che ogni uomo tesse in quanto membro di una comunità, di una famiglia, in quanto genitore.
E dopo i legami microsociali, spesso in diretta relazione con essi, si pone l'ordine interiore della persona, che trova nella gerarchia intelletto-volontà-sensibilità il riferimento di ogni azione e di ogni manifestazione.

V'è ora da chiedersi: se l'evoluzionismo, come non esitano ad affermare i suoi esponenti più rappresentativi, è una rivoluzione, nel senso di "sovvertimento" e non in quello, purtroppo diffuso, di semplice "cambiamento" rispetto a un ordine precedente, come collocarlo all'interno dello schema ora tracciato?

Per il suo carattere intellettuale e accademico, l'evoluzionismo si pone innanzitutto su di un piano non immediatamente legato ai fatti e ai comportamenti delle persone: l'evoluzionismo è una rivoluzione nelle idee. Cionondimeno, analogamente ai grandi sistemi ideologici del passato, esso aspira a fornire una giustificazione al comportamento individuale e sociale. Ciò è tanto più vero in un'epoca come la nostra che "si è lasciata gradatamente persuadere che l'essere umano, analizzato, scomposto, scandagliato dalle varie direttive di ricerca non è altro che una macchina, di volta in volta meccanica, chimica, elettrica o cibernetica" (10). Ora, è al contenuto delle idee evoluzionistiche e alla loro capacità di penetrazione che si deve guardare per rispondere alla importante domanda che ho posto prima.
Già ho osservato che il loro carattere sovversivo generale risiede nell'affermazione di una visione del mondo che fa a meno di un creatore. Tuttavia non è difficile constatare che esse si spingono ben oltre, negando anche l'ordine morale che deriva dalla esistenza di un creatore e che, per questo, è vincolante. L'evoluzionismo, infatti, traendo l'uomo dal caso e facendone un "prolungamento delle cose […] sullo stesso piano degli animali" (11), lo sottrae a ogni responsabilità: la storia diventa storia della biologia, dove "tutto è permesso" (12) e dove "non vi sono più leggi divine che assegnino limiti all'esperimento" (13).

Una volta esclusi Dio e la sua volontà, cioè una volta rotto il legame Creatore-creatura, rimane la constatazione del puro divenire. Da esso gli esseri emergono non in vista di un fine secondo un progetto, ancorché immanenti al movimento stesso, bensì in virtù del puro gioco delle fluttuazioni statistiche.
"L'evoluzione — scrive Jacob — mette in gioco intere serie di contingenze storiche" (14), così che "il mondo vivente avrebbe potuto essere diverso da quello che è, o addirittura non esistere affatto" (15).
Questa affermazione è molto importante per il tipo di analisi che sto conducendo.
Essa dimostra, infatti, che l'evoluzionismo contiene in sé anche gli elementi della II e della III Rivoluzione: la rottura dei legami politici, cioè delle antiche solidarietà sociali fondate sulla gerarchia e sull'ordine, e di quelli economici.
Se ne rende ben conto lo stesso Jacob: "Finché l'Universo era opera di un Divino Creatore, tutti gli elementi erano stati da lui creati per accordarsi in un insieme armonioso, accuratamente preparato al servizio del componente più nobile: l'uomo.
[...] Era un modo di concepire il mondo che aveva importanti conseguenze politiche e sociali, in quanto legittimava l'ordine e la gerarchia della società" (16).
Ora, invece, perde di senso qualunque tentativo di fondare un ordine e una gerarchia: "il migliore di tutti i mondi possibili è diventato semplicemente il mondo che si trova a esistere" (17).

In questo emergere prepotente del "caso" come fonte ed essenza della realtà, in questa dissolvenza dell'essere umano, della sua libertà e della sua volontà nel movimento evolutivo, risiede il carattere originale della rivoluzione darwiniana: una originalità che la distingue dallo stesso marxismo e da ogni altra ideologia di matrice hegeliana.
Nella dialettica hegeliana e in quella marxistica, il movimento universale, dell'Idea o della Materia, conservava pur sempre una sua finalità, una "direzione privilegiata", "ascendente", e offriva agli individui più consapevoli la possibilità di tuffarsi nella corrente e di accelerare in qualche modo il corso della storia.
Ma ora che il mondo esistente non può essere che il frutto del caso, costruito come una quaterna del lotto, ogni pretesa di perfettibilità diventa inutile e assurda: anche il mondo di domani, come quello di oggi, uscirà "alla cieca" dall'urna dei "mondi possibili".

Distinta dal comunismo, dunque, ma anche "oltre" il comunismo (18): la rivoluzione darwiniana procede inesorabile secondo una logica folle di trasgressioni successive.
Abbattute le barriere tra le specie, in una visione del mondo vivente nel quale gli organismi perdono la loro tipicità e la loro fissità strutturale, dove "oggetto effettivo di conoscenza è la popolazione nel suo insieme" (19), l'avanguardia evoluzionistica propone, da ultimo, il programma di ricostruzione della società e degli individui sulle basi delle indicazioni della sociobiologia e della ingegneria genetica.
L'inserimento dell'aborto nelle legislazioni di molti paesi, accompagnato da campagne propagandistiche sul suo uso come strumento di selezione in base alle caratteristiche genetiche dei feti (20); la diffusione della fecondazione artificiale, che esclude ogni rapporto di paternità e di maternità, lasciano intravedere l'inquietante scenario di una umanità pianificata e manipolata artificialmente, che attraverso la tecnica della clonazione (21), realizza il sogno utopico della uguaglianza assoluta: quella relativa al patrimonio ereditario degli individui.

Il movente occulto della Rivoluzione è l'odio a Dio.
Non potendo questo odio scagliarsi contro Dio stesso, si proietta contro le sue opere e, nella sua forma più consapevole e compiuta, contro il capolavoro del creato: l'uomo.
Nell'uomo Dio ha infuso la scintilla dell'intelletto, che lo distingue dagli animali, ma a ogni uomo ha anche assegnato una vita interiore, un modo di affacciarsi al reale e di riflettere su di esso del tutto diverso da quello di ogni altro uomo: è il dono della personalità. È evidente che l'aggressione organizzata e tematica della Rivoluzione al creato deve prevedere il momento di lotta specifica all'essere umano: questo attacco, come si è detto, si compie con la IV Rivoluzione. Nel quadro di questa battaglia, forse quella finale che la Rivoluzione si accinge a combattere (22), la rivoluzione evoluzionistica svolge il ruolo di aggressivo genetico, fornendo le idee per una alterazione delle differenze psico-somatiche tra gli individui.

La prospettiva è al limite; tuttavia non è eliminabile: la direzione in cui l'evoluzionismo lavora nei laboratori di genetica è quella di un mondo popolato da miliardi di esseri uguali, repliche esatte di uno stesso "progetto umano".
Scrive ancora Jacob: "Forse si riuscirà anche a produrre, a volontà e nel numero di esemplari desiderato, la copia esatta di un individuo: un uomo politico, un artista, una reginetta di bellezza, un atleta. Nulla vieta di applicare fin d'oggi agli esseri umani i procedimenti selettivi utilizzati per i cavalli da corsa, i topi da laboratorio o le vacche lattiere [...]. Ma tutto questo non ha più a che fare soltanto con la biologia" (23).

È vero, tutto ciò è già oltre la biologia, è la prospettiva sinarchica della Repubblica Universale, di un mondo, come insegna Corrêa de Oliveira "senza disuguaglianze né sociali né economiche, diretto mediante la scienza e la tecnica, la propaganda e la psicologia" (24); di un mondo nel quale, paradossalmente, quella umanità che l'evoluzionismo vuole scaturita dai branchi scimmieschi delle savane, ritorna a essere mandria indistinta e brutale come i suoi mitici progenitori.
II. L'evoluzionismo scientifico

La filosofia insegna che l'unità è un carattere della verità.
La verità è compatta: negandone un aspetto, prima o poi si dovrà negarla tutta.
L'errore, al contrario, è molteplice, nel senso che il contrario di una affermazione vera non è una affermazione falsa, ma possono essere infinite affermazioni false.
Ciò rende, evidentemente, più ardua la difesa della verità, tuttavia ogni errore presenta sempre uno o più punti particolarmente deboli, sui quali intraprendere l'opera di demolizione completa.

Nel caso dell'errore evoluzionistico la situazione descritta è assai favorevole in quanto tutta la visione del mondo che scaturisce da esso trae la propria forza da un preteso riscontro scientifico, cioè da un contesto in cui la verifica della bontà di una affermazione è immediata e, entro certi limiti, inoppugnabile.
In altri termini, la rivoluzione evoluzionistica pretende di essere fondata scientificamente, per cui è sul terreno scientifico che può cominciare una seria opera di confutazione nei suoi confronti.
La sproporzione tra la produzione scientifica evoluzionistica e quella antievoluzionistica, decisamente a favore della prima, non deve indurre a credere in una altrettanto sproporzionata differenza di qualità, anzi.
Semplicemente il mondo accademico ufficiale, di concerto con i più importanti organi di divulgazione, impedisce che ottimi lavori di valenti uomini di scienza, di impostazione antievoluzionistica, possano raggiungere il vasto pubblico dei lettori. Basti, per tutte, la dichiarazione di Pietro Omodeo, evoluzionista presentato come "il più noto studioso italiano di evoluzionismo" (25), rilasciata nel corso di una intervista sul movimento neo-creazionistico americano.
Ascoltando le affermazioni dei suoi avversari, a Omodeo "viene voglia di rispondere con un pernacchio" (26).

Più dei suoni non propriamente civili evocati da Omodeo, ciò che condiziona lo scienzato anticonformista è, naturalmente, il clima di ostracismo e di intimidazione che si crea contro chi avanza ipotesi contrarie alle vedute ufficiali sull'argomento (27). Tuttavia non sono mancati nel passato, e non mancano ancora oggi, autorevoli ricercatori che, con i loro lavori, hanno messo in evidenza le lacune dell'evoluzionismo scientifico e proposto soluzioni radicalmente alternative al problema relativo all'origine e allo sviluppo della vita sulla Terra (28).

Fra questi, merita particolare attenzione, per il prestigio dell'autore e per la completezza e il rigore della trattazione, lo studio dello scienziato francese Georges Salet (29). Docente universitario, profondo conoscitore delle maggiori questioni scientifiche del nostro tempo, Salet, cattolico, non ha esitato a scendere in campo ogni qualvolta l'"intellighentsia" scientista, mistificando i fatti, ha attaccato la Chiesa, le verità di fede, la filosofia naturale e cristiana (30).

Il pregio del volume di Salet consiste nell'andare direttamente al cuore della questione evoluzionistica, confutando i due cardini della teoria: il ruolo della selezione naturale e quello del caso come fonti del mondo vivente, della sua varietà, e della sua pretesa evoluzione. Nella impossibilità di trascrivere in extenso tutte le osservazioni di Salet, svolte in diverse centinaia di pagine, mi limito a esporre i passaggi fondamentali della sua confutazione dell'evoluzionismo, che non è ancora stata smentita.

1. I principi della teoria evoluzionistica

Con il termine "evoluzionismo" si intende l'ipotesi scientifica che spiega l'origine della vita a partire dalla materia inerte (evoluzione molecolare), e la successiva diversificazione del mondo vivente a partire dagli esseri più semplici e primitivi, fino a rendere conto dello stato attuale del mondo vivente, con i milioni di specie esistenti nei regni vegetale e animale (evoluzione biologica).

Circa i meccanismi di questo processo non esistono spiegazioni univoche, e questo fatto, già di per sé, non depone a favore della bontà della teoria. Grosso modo, le teorie esplicative della evoluzione possono riassumersi in tre gruppi:

a. spiegazioni spiritualistiche: sono quelle che fanno appello a non meglio identificati princìpi immateriali, che orienterebbero la materia verso stati sempre più complessi e perfezionati;

b. spiegazioni verbali: si tratta di definizioni tautologiche della evoluzione, dissimulate sotto la maschera di discorsi dotti e di terminologie scientifiche. Questo tipo di spiegazioni sono dovute, per esempio, ai biologi marxisti, come il sovietico Oparin e l'inglese Haldane, e a uno spiritualista come Teilhard de Chardin, con la sua legge di "complessità-coscienza" (31);

c. spiegazioni scientifiche: sono i tentativi di spiegare il processo evolutivo attraverso i fatti di osservazione.

Sui primi due gruppi la scienza non può formulare giudizio alcuno, in quanto essi stessi si pongono al di fuori del suo campo di azione. Per quanto riguarda le spiegazioni scientifiche si può dire che, attualmente, pur nella grande varietà delle posizioni dei singoli ricercatori, la maggior parte degli evoluzionisti concorda su spiegazioni dell'evoluzione che combinano le acquisizioni della genetica sulla eredità e sulle mutazioni, con l'idea originale di Darwin intorno alla selezione naturale: le teorie attuali sui meccanismi della evoluzione non sono altro che messe a punto di questa "teoria-base" detta "mutazioni-selezione". Vediamo che cosa afferma.

La genetica, branca della biologia che si occupa della eredità, mostra che il patrimonio ereditario di ciascun individuo è strutturato secondo unità microscopiche perfettamente individuate, dette geni. I geni sono localizzati nei cromosomi, situati nel nucleo di ogni cellula, secondo un ordine ben determinato: ciascun gene, o una data sequenza di essi, corrisponde a una serie complessa di funzioni, che la cellula è o sarà chiamata a svolgere. Il corredo di geni di ogni individuo contiene, in altri termini, la descrizione dell'individuo stesso, il suo progetto o piano di montaggio: è questo corredo di geni che, per esempio, è all'origine dello sviluppo dell'uomo così come di ogni animale pluricellulare. Esso stabilisce i tempi e le modalità della crescita del feto: quando e come si deve formare il tessuto nervoso, quando e come quello osseo, quando e come gli occhi, i capelli, e così via.

Accade, tuttavia, che nel corso dello sviluppo di un individuo, o durante la sua vita, il suo patrimonio genetico subisca mutazioni, cioè alterazioni di struttura. Ricorrendo di

nuovo alla immagine del piano di montaggio, è come se le linee di esso fossero state in qualche modo alterate. Ciò che la genetica ha accertato intorno al fenomeno delle mutazioni si può riassumere nelle seguenti proposizioni:

> le mutazioni si trasmettono ereditariamente secondo le leggi di Mendel;

> il loro tasso è estremamente basso: presso gli animali superiori è appena di 1 ogni 10.000 / 100.000 individui;

> fanno generalmente apparire delle anomalie, delle tare, a volte delle vere e proprie mostruosità, che limitano notevolmente gli individui colpiti;

> se l'organo colpito è un organo fondamentale, l'individuo muore prematuramente, spesso allo stadio di embrione;

> il carattere delle mutazioni è profondamente casuale, cioè non si conosce alcun agente mutageno con azione specifica;

> il numero delle mutazioni letali è da 10 a 15 volte superiore a quello delle mutazioni "vitabili", cioè delle mutazioni che mantengono comunque in vita l'individuo colpito.

Per la teoria evoluzionistica "mutazioni-selezione", le mutazioni costituiscono la fonte della variabilità del mondo vivente, alla quale attinge la selezione naturale per trattenere gli individui nei quali le mutazioni hanno incrementato il tasso di natalità o diminuito quello di mortalità, cioè gli individui favoriti dalle mutazioni.

Anche la selezione naturale è un fatto di osservazione, definitivamente acquisito alla scienza. Le sue modalità di azione, quando possono esplicarsi, sono estremamente incisive. Per esempio, se in una coltura di un milione di batteri compare un individuo mutato, o mutante, il cui ritmo di duplicazione è superiore dell'1 % rispetto agli altri, dopo 4000 generazioni, cioè qualche giorno su scala batterica, il rapporto di popolazione sarà invertito: un individuo originale per milione di mutanti.

La selezione naturale, utilizzando i prodotti delle mutazioni e con l'effetto dell'isolamento geografico delle popolazioni, rende perfettamente conto di quelle modificazioni limitate in seno alle specie, note da sempre ai naturalisti, che talvolta prendono il nome di microevoluzione. Una delle sue manifestazioni più conosciute è la formazione di razze all'interno di una specie.

La microevoluzione, però, non ha nulla a che vedere con l'evoluzionismo: tra essi esiste una differenza di natura. Quasi sempre gli evoluzionisti trascurano tale differenza con disinvoltura colpevole, così che fenomeni microevolutivi vengono interpretati come esempi di evoluzione (32). La microevoluzione implica modificazioni organiche limitate ed esclude completamente la comparsa di nuovi organi o di nuove funzioni; l'evoluzionismo, invece, per rendere conto delle differenze organiche e funzionali tra i gruppi di viventi passati e attuali, deve postularle: la microevoluzione è indifferente o regressiva, l'evoluzionismo è progressivo.
La teoria evoluzionistica dunque, parte da basi concrete — le mutuazioni, la selezione —, in grado di rendere conto delle modificazioni limitate dei viventi, realmente riscontrabili in natura, per spiegare la comparsa di nuovi gruppi della classificazione sistematica attraverso modifiche profonde e apparizioni di funzioni e di organi nuovi negli esseri viventi. Per rendere plausibili questi fantomatici passaggi, gli evoluzionisti ricorrono a sofismi e a mistificazioni, con i quali il ruolo delle mutazioni e della selezione viene completamente alterato.

2. Il primo inganno evoluzionistico: il ruolo della selezione naturale

Spiega Salet che la reale variabilità del mondo vivente può riassumersi nella seguente proposizione: "Gli organismi si modificano a caso. Ogni modificazione (mutazione) che corrisponde al MIGLIORAMENTO di un organo è automaticamente selezionata"

(33). Ed ecco, invece, ciò che gli evoluzionisti, al seguito di Darwin, continuano a insinuare: "Gli organismi si modificano a caso. Le modificazioni (mutazioni) che corrispondono all'APPARIZIONE di una nuova funzione (e quindi, in senso lato, di un nuovo organo) SONO automaticamente selezionate" (34).
Le due proposizioni, come si vede, differiscono per le parole scritte in maiuscolo:

1.> "mutazione", che era singolare, è diventata plurale;
2.> "miglioramento" è diventato "apparizione".

Questi cambiamenti, apparentemente banali, sono tali da trasformare una proposizione esatta in un sofisma. Infatti è chiaro che la selezione naturale può intervenire sul mutante soltanto dopo che si sono verificate tutte le mutazioni necessarie alla comparsa del nuovo organo o della nuova funzione, cioè soltanto dopo che il nuovo organo è completamente costituito ed è in grado di esplicare perfettamente la nuova funzione: la selezione non può in alcun modo trattenere mutazioni intermedie perché non corrispondono ad alcunché di compiuto nell'organismo; anzi, un individuo in un simile stato sarebbe svantaggiato rispetto agli individui originali e la selezione naturale provvederebbe a cancellarlo in breve tempo dalla faccia della Terra. Per esempio, un essere vivente dotato di un organo a mezza strada tra una pinna e un arto non è né un pesce capace di nuotare nell'acqua, né un animale da terraferma. Un organo come un arto implica ossa, che ne assicurino la rigidità; articolazioni, che ne assicurino la mobilità, e muscoli, tendini e nervi, che ne assicurino la forza. Parlare di formazione progressiva e lenta degli arti è un puro esercizio verbale, privo di ogni riscontro scientifico. La selezione naturale non avrebbe nulla su cui agire.

Dietro una simile concezione circa il ruolo della selezione, oltre al misconoscimento dei fatti, vi è una cattiva comprensione dei concetti di "organo" e di "funzione". Nei trattati, nei libri di scuola e in ogni articolo sull'evoluzionismo, spesso si dice che un organo nuovo compare in forma molto semplice e che, in seguito, esso si perfeziona sotto il controllo della selezione come se, afferma Salet, bastasse "un poco di organo" per avere assicurata anche "un poco di funzione" (35). Gli evoluzionisti dimenticano che il "diagramma" della funzione svolta da un organo è del tipo "tutto o niente", proprio come accade per le macchine: nessun funzionamento fino a quando non sono a posto tutti i dispositivi componenti della macchina. Lo sanno bene gli automobilisti, dice Salet, che "senza carburatore o senza dispositivo di accensione un'auto non viaggia "meno bene": non viaggia affatto" (36).
Di fatto, una via di uscita esiste, ed è quella di ritenere che le mutazioni relative alla comparsa di un organo nuovo e di una nuova funzione avvengano tutte simultaneamente, così che la selezione può intervenire subito per conservare il risultato finale. Come si comprende, il problema si sposta verso il calcolo delle probabilità, poiché occorre stabilire che valore di probabilità hanno mutazioni casuali di verificarsi simultaneamente e di costruire qualcosa di nuovo.
Quella che sembra una via di uscita pone, in realtà, quesiti ancora più gravi dei precedenti e, ancora una volta, gli evoluzionisti propongono soluzioni illusorie.

3. Il secondo inganno evoluzionistico: il tempo necessario alla evoluzione
Fino dai tempi di Darwin, ancora prima di individuare nelle mutazioni la fonte della variabilità del mondo vivente, i biologi avevano intuito le connessioni tra matematica ed evoluzione, ma nessuno tentò mai di impostare rigorosamente il problema (37). Ancora oggi l'atteggiamento evoluzionistico è quello di una certa "sufficienza": avendo avuto a disposizione un periodo dell'ordine di due miliardi di anni, si ritiene sostanzialmente inutile chiedersi cosa sia possibile o impossibile per la evoluzione in un tempo tanto lungo. Basta attendere: il tempo compirà da solo il miracolo della creazione della vita e della sua trasformazione. Ma non sarà un'attesa inutile?
A fronte di affermazioni gratuite e non provate, Salet dimostra che la formazione casuale di un organo nuovo, anche modesto, richiederebbe periodi di tempo di durata inimmaginabile, che, espressi in anni, sarebbero dell'ordine di 10 seguito da parecchie centinaia o migliaia di zeri. Nella impossibilità di ripercorrere punto per punto i suoi calcoli, riporto qui di seguito i passaggi principali della dimostrazione.
Occorre osservare, innanzitutto, che la casualità delle mutazioni non implica affatto che esse possano produrre un qualsiasi risultato. Anche le fantasie del caso, dice Salet, hanno limiti. Nella teoria delle probabilità, questi limiti si chiamano soglie di impossibilità e rappresentano quei valori di probabilità al di sotto dei quali vi è la certezza che un evento casuale, di una certa natura, non si è mai verificato né mai si verificherà.
Sulla scorta delle speculazioni di Émile Borel, uno dei massimi matematici del nostro secolo, Salet determina le soglie di impossibilità assoluta per eventi di natura chimica e biochimica sulla Terra e nell'Universo. Considerando la velocità dell'elettrone nell'atomo e la sua massa si può stabilire in 1038 il massimo numero di eventi chimici che si possono svolgere ogni secondo in 1 grammo di materia. Stimando ancora, con larghissimo margine, che il Sole abbia riserve di idrogeno per 100 miliardi di anni, si può ritenere che il nostro pianeta, esistente già da qualche miliardo di anni, possa avere una vita di 1018 secondi. Infine, ritenendo che gli esseri viventi possano muovere una quantità di materia pari, al più, a quella contenuta in uno strato terrestre dello spessore di 1 chilometro, cioè 1024 grammi, si giunge alla cifra di 1080 come limite superiore sicuro del numero di tutto ciò che è possibile immaginare sulla Terra relativamente a eventi di natura chimica e biochimica. Questo numero è molto importante perché il suo inverso, cioè 10-80 (=1/1080), costituisce proprio la soglia di impossibilità assoluta per eventi chimici e biochimici (38). Salet riassume in un teorema queste considerazioni: "la realizzazione sulla Terra di un evento supposto o di un insieme di eventi supposti di natura chimica è impossibile se la probabilità di realizzazione di tale evento o insieme di eventi, in una sola prova, è inferiore a 10-100" (39).

Un altro dato utile ai fini della dimostrazione della impossibilità evolutiva è il numero massimo di esseri viventi che sono potuti esistere da quando la Terra può ospitare la vita, cioè da due miliardi di anni. I calcoli forniscono 1045 come valore. Nel caso particolare dei vertebrati tetrapodi, cioè anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, ovvero i grandi gruppi della sistematica animale, si ottiene come valore massimo la cifra di 1025.
Sulla scorta di questi limiti superiori e dei relativi valori inversi di probabilità, Salet calcola i valori di probabilità delle serie di mutazioni casuali, che possono portare alla comparsa di novità vantaggiose nel patrimonio ereditario di un individuo. I risultati non lasciano adito a dubbio alcuno: tali valori di probabilità sono talmente inferiori ai limiti superiori da fare ritenere impossibile non solo la evoluzione nel suo complesso, ma anche la singola mutazione, o gruppo di mutazioni, capace di fare apparire un organo nuovo, per quanto semplice possa essere.
Per dare una idea, consideriamo il caso particolarmente interessante dei vertebrati tetrapodi, di cui si è detto sopra. L'interesse nasce da due considerazioni: la prima è che gli evoluzionisti hanno elaborato numerose e contraddittorie teorie sulla filiazione di un gruppo di vertebrati da un altro (40); la seconda è che ai mammiferi appartiene anche l'uomo che, per questo, verrebbe ricollegato ad antenati animaleschi.
Consideriamo, dunque, una specie S di vertebrati tetrapodi costituita da M individui. Se P è la probabilità che n geni del patrimonio ereditario di un individuo abbiano acquisito un nuovo carattere, in seguito a mutazioni casuali, si può scrivere che
P = p1 x p2 x ... x pn,
dove p1, p2,..., pn sono le probabilità di mutazione vantaggiosa dei singoli geni (41). Chiamando p il valore più grande tra essi si può scrivere che la probabilità di mutazione degli n geni è inferiore a pn , cioè
P < pn.
Ora, il numero probabile di individui della specie che hanno subito la mutazione sarà
N = P x M,
cioè la probabilità per un individuo moltiplicata per il numero totale degli individui (42). In virtù della diseguaglianza scritta sopra vale allora che
N < pn x M.
Assegniamo adesso valori ai simboli della disequazione, cercando di essere benevoli con la evoluzione. Supponiamo che alla mutazione siano interessati soltanto 5 geni (n = 5); che la probabilità della singola mutazione sia di un milionesimo (p = 10-6) e che la popolazione della specie sia addirittura uguale al numero massimo di vertebrati tetrapodi (M = 1025): con questa ipotesi il numero di individui mutati risulta inferiore a 10-30 x 10-25 = 10-5, cioè a 1 su 100.000.
Nel contesto della nostra dimostrazione questo numero significa che, in un periodo di un miliardo di anni la probabilità che sia apparso un solo vertebrato munito di 5 nuovi geni funzionali, è di 1 su 100.000, ovvero che occorrono 100.000 miliardi di anni per avere la quasi certezza di vederne uno.
Queste cifre danno solo una pallida idea del tipo di problema che sorge quando si vuole assegnare al caso la genesi e la complessità del mondo vivente. Basta supporre, per esempio, che i geni interessati alla novità siano 6 anzichè 5, perché la certezza della comparsa di un mutante risulti di 1 su 100 miliardi di miliardi di anni! Dato che la cosmologia più recente assegna all'Universo una età di circa 20 miliardi di anni (43), si può ritenere assurda ogni ipotesi che faccia ricorso al caso come a fonte di variabilità vantaggiosa, sia in ambiente pre-vivente che in ambiente vivente.

Salet riassme quanto succintamente ho esposto nel seguente principio generale: "Se una costruzione nuova necessita di n nuovi geni, il tempo necessario perché mutazioni geniche conferiscono loro il carattere voluto è una funzione esponenziale di n rapidamente crescente. Tempi largamente superiori a quelli delle ere geologiche sono raggiunti per valori di n molto modesti" (44).
Conclusione
Questo principio, e i calcoli da cui deriva, non hanno trovato smentita di nessun genere. Ed è anche molto inverosimile che possano trovarne. L'atteggiamento evoluzionistico è, di solito, quello di ignorare le difficoltà e le obiezioni e di passare oltre, giocando sulla ignoranza dei molti e su fattori emotivi. Tra questi ultimi trova posto, senza dubbio, la convinzione diffusa che una risposta non scientifica a un problema posto dalla scienza, quale è quello relativo alla origine e alla varietà dei viventi, sia una sorta di capitolazione dell'intelletto, l'ammissione di un limite.
In realtà, ciò che cade e si frantuma, di fronte alle grandi questioni, non è l'intelletto, ma l'orgoglio "originale" che rispunta, oggi, nelle vesti di una scienza egemone del reale, attraverso la tecnica, e intollerante verso ogni fatto che sfugga ai suoi metodi di indagine.
Nel costringere i limiti della conoscenza entro i rigori del principio fisico di indeterminazione, Max Born, premio Nobel per la fisica nel 1954, scriveva con disprezzo "Quello che sta al di là, gli aridi tratti della metafisica, lo lasciamo volentieri alla filosofia speculativa" (45).

Dal canto suo, la filosofia naturale e cristiana si fa carico di quegli "aridi tratti", sorretta dall'antica e ispirata sapienza: "Vani [per natura] sono tutti gli uomini, cui manca la conoscenza di Dio,/ e che dai beni visibili non seppero conoscere Colui che è,/ né dalla considerazione delle opere riconobbero l'artefice./ Ma o il fuoco o il vento o l'aria mobile/ o il cielo delle stelle o la gran massa delle acque/ o il sole e la luna credettero dei, governatori del mondo./ Se dilettati dalla bellezza di tali cose le supposero dei,/ sappiano quanto più bello di esse è il loro Signore,/ giacché l'autore della bellezza creò tutte quelle cose./ Se furono colpiti invece dalla loro potenza ed energia,/ intendano da esse, che più potente di loro è colui che le produsse./ Dalla grandezza invero e dalla bellezza delle creature/ si può conoscere, per analogia, il loro creatore" (46).

Luciano Benassi
*** (1) In Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi, Dopo Darwin. Critica all'evoluzionismo, Rusconi, Milano 1980, p. 16, chiedendosi se sia "possibile un evoluzionismo senza Darwin", Sermonti risponde che "se si intende il vero spirito e la vera intenzione dell'evoluzionismo la risposta è no".

(2) La corsa alle "prove" costituisce, nella storia dell'evoluzionismo, un capitolo a sé. Dalla ricerca dei cosiddetti "anelli mancanti" tra due gruppi di viventi al clamoroso falso paleontologico di Piltdown nel quale ebbe un ruolo attivo padre Teilhard de Chardin gli evoluzionisti non hanno mai tralasciato nulla che potesse confortare la validità della loro teoria. Così non è infrequente imbattersi in notizie come Un bimbo con coda conferma la teoria dell'evoluzione (il Giornale nuovo, 21-5-1982).

(3) Così Claudio Barigozzi, in il Giornale nuovo, 17-6-1982. Questo tour d'esprit è talmente frequente presso gli autori evoluzionisti che, si può dire, caratterizzi la logica dell'evoluzionismo stesso: non è più la teoria a sottostare ai dati della realtà, ma è la realtà a essere forzata entro le maglie rigide della teoria.

(4) Giuseppe Montalenti, Charles Darwin, Editori Riuniti, Roma 1982, pp. 117-118.

(5) Francois Jacob, Evoluzione e bricolage, gli "espedienti" della selezione naturale, Einaudi, Torino 1978, p. VIII.

(6) Ibid., p. 36. Sul carattere rivoluzionario del darwinismo cfr. anche Iring Bernard Cohen, La rivoluzione darwiniana, in Le Scienze, n. 172, dicembre 1982. L'autore — che in realtà è Victor S. Thomas, professore di storia della scienza ad Harvard — ritiene estremamente significativa l'affermazione fatta da Darwin a conclusione dell'Origine delle specie, l'opera con cui presentò al mondo scientifico la sua teoria. Scriveva Darwin: "Quando le opinioni sostenute in questo libro, od altre opinioni analoghe, verranno ammesse dalla generalità degli studiosi, si può prevedere oscuramente che vi sarà una grande rivoluzione nella storia della scienza" (Charles Darwin, L'origine delle specie, ed. originale del 1859 e app. con le varianti dell'ed. del 1872, trad. it., Newton Compton, Roma 1981, p. 557). Cohen commenta così: "Questo evento, una dichiarazione di rivoluzione in una pubblicazione scientifica formale, è apparentemente senza precedenti nella storia della scienza". Interessante è ancora l'osservazione di Cohen sul fatto che "c'è un solo altro autore scientifico dell'epoca moderna che può essere paragonato a Darwin, [...] ed è Sigmund Freud, un dato che mostra l'incredibile intuito che Freud ebbe quando, paragonò l'effetto prevedibile delle sue idee [sull'inconscio e sulla psicanalisi, ndr] a l'effetto di quelle di Darwin".

(7) G. Montalenti, op. cit., p. 42.

(8) Cfr. Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, 3a ed. it. accresciuta, Cristianità, Piacenza 1977.

(9) Ibid., p. 189.

(10) Emanuele Samek Lodovici, Ma l'uomo non è solo una macchina, in Il Settimanale, anno 1980, n. 34-35.

(11) F. Jacob, La logica del vivente, tr. it., Einaudi, Torino 1971, p. 215.

(12) Ibidem.

(13) Ibidem.

(14) Idem, Evoluzione e bricolage, Gli "espedienti" della selezione naturale, cit., p. VIII.

(15) Ibidem.

(16) Ibidem.

(17) Ibid., p. IX.

(18) Cfr. Lucio Colletti, Marx era il suo miglior nemico, in Darwin. Come si diventa uomo, supplemento a L'Espresso, anno XXVII, n. 13, 4-4-1982.

(19) F. Jacob, La logica del vivente, cit., p. 207. Darwin, in pratica, ha negato la specie e il "tipo" o "modello" a cui ogni specie rinvia. Il mondo vivente è, per l'evoluzionismo, un grande sistema i cui elementi, tutti diversi, sono in continua trasformazione.

(20) Il problema è discusso in Harry Harris, Diagnosi prenatale e aborto selettivo, tr. it., Einaudi, Torino 1978.

(21) Clonazione è la tecnica con cui l'intero patrimonio cromosomico di un individuo viene introdotto in una cellula per ottenere un duplicato biologico dell'individuo stesso. Fino dal 1979 i ricercatori Karl Illmensee, svizzero, e Peter Hoppe, statunitense, hanno ottenuto topi clonati, primi tra i mammiferi a essere generati con questo trattamento. Il Corriere Medico del 13/14-1-1981, nel pubblicare un estratto del testo ufficiale con cui i due ricercatori presentavano l'esperimento, titola "profeticamente": Oggi i topi, domani l'uomo.

(22) Cfr. Massimo Introvigne, Le origini della Rivoluzione sessuale, in Cristianità, anno VII, n. 54, ottobre 1979. L'autore osserva che il mutamento di interesse della Rivoluzione, dai fenomeni macrosociali a quelli microsociali, non è il segno di una "crisi" della Rivoluzione stessa. Al contrario, "il fine della Rivoluzione è la IV Rivoluzione", ovvero si sono demolite le istituzioni cristiane per quindi demolire l'uomo naturale e cristiano.

(23) F . Jacob, La logica del vivente, cit., p. 375.

(24) P. Corrêa de Oliveira, op. cit., p. 117.

(25) Cfr. il servizio Il nonno perde il pelo, in Panorama, anno XIX, n. 772, 2-2-1981.

(26) Ibidem.

(27) Lo stesso fenomeno si verifica anche in altri settori della ricerca, che hanno immediate implicazioni di carattere filosofico o religioso. Chi scrive è a conoscenza, per diretta notizia da parte dell'interessato, di condizioni poste alla pubblicazione dei risultati di una analisi elettronica, estremamente raffinata, sulla Santa Sindone, da parte della redazione della rivista a cui il lavoro era diretto. La redazione era disposta a pubblicarlo purché l'autore rinunciasse al confronto con i Vangeli che si rivelavano, naturalmente, in pieno accordo con i risultati.

(28) Tra questi autorevoli ricercatori, merita di essere espressamente ricordato A. Ernst Wilder Smith. Sulla sua opera, cfr. Ermanno Pavesi, "Le scienze naturali non conoscono l'evoluzione", in Cristianità, anno VII, n. 56, dicembre 1979.

(29) Cfr. George Salet, Hasard et certitude. Le Transformisme devant la biologie actuelle, Èditions scientifiques St-Edme, 2a ed., Parigi 1972. Allo stesso livello, anche se con carattere diverso, è da collocare il già citato testo di G. Sermonti e R. Fondi.

(30) Di Salet è uscito un utilissimo studio sul "caso Galileo", in Courrier de Rome et d'ailleurs, anno XII, n. 11-12, Parigi maggio-giugno-luglio 1980.

(31) Per una confutazione delle teorie abiogeniche di Haldane e Oparin, cfr. G. Sermonti e R. Fondi, op. cit., pp. 162 ss. Sul pensiero e sulla teoria evoluzionistica di Teilhard de Chardin, cfr. Pier Carlo Landucci, Miti e realtà, La Roccia, Roma 1968.

(32) Cfr. G. Montalenti, L'avesse saputo Darwin, in Scienza e Vita nuova, anno IV, 4-5-1982. Montalenti riporta come "un classico" della evoluzione l'esempio della Biston betularia, la falena di cui sono sopravvissuti soltanto individui scuri. Quelli chiari, al tempo della rivoluzione industriale, risaltavano particolarmente sui tronchi di betulla ricoperti di fuliggine, diventando facile preda degli uccelli. Un tipico esempio di azione della selezione naturale è diventato un caso di evoluzione in atto!

(33) G. Salet, Hasard et certitude. Le Transformisme devant la biologie actuelle, cit., p. 212.

(34) Ibidem.

(35) Ibid., p. 214.

(36) Ibidem.

(37) Ammette F. Jacob, La logica del vivente, cit., p. 200, che "Darwin — per analizzare la variazione delle popolazioni — non ricorre a trattamenti matematici complessi, ma fa appello all'intuizione e al buon senso".

(38) Il criterio per passare da 1080 (= numero massimo di eventi possibili) a 10-80 (= probabilità di un evento), è lo stesso che si applica nel noto caso del dado. Nel lancio del dado il numero massimo di eventi possibili è 6 (le sei facce dei dado), mentre 1/6 è la probabilità di uscita di una faccia.

(39) G. Salet, op. cit., p. 107. Il valore 10-80 è stato arrotondato, per comodità di calcolo, a 10-100 e ciò non cambia la validità della dimostrazione. Il teorema è, in realtà, il corollario di una proposizione più generale, enunciata per la prima volta da É. Borel e nota come "legge unica del caso". Per brevità non ho ritenuto di citarla in questa sede, anche se l'autore ne fa oggetto di una lunga analisi concettuale e matematica.

(40) Cfr., su questo argomento, l'ottima esposizione di R. Fondi, in G. Sermonti e R. Fondi, op. cit., pp. 233-274.

(41) La formula scritta della probabilità totale di eventi indipendenti come prodotto delle probabilità dei singoli eventi può risultare più chiara ricorrendo a un esempio immediato. Nel lancio di un dado, come si è detto, la probabilità di ottenere un numero, per esempio 4, è 1/6. Nel lancio di una moneta, invece, la probabilità di ottenere, per esempio, "testa" è 1/2. Nel lancio di dado e moneta la probabilità di ottenere 4 e "testa" è proprio 1/6 x 1/2 = 1/12.

(42) Procedendo con l'esempio del dado, si può ritenere, con buona approssimazione, che, su 6000 lanci, il numero di volte in cui uscirà 4 sarà circa 1/6 x 6000 = 1000.

(43) Cfr. Venzo de Sabbata, Universo senza fine. Attualità in astrofisica, Corso, Ferrara 1978, p. 162.

(44) G. Salet, op. cit., p. 156.

(45) Max Born, Fisica atomica, tr. it., Boringhieri, Torino 1968, p. 384.

(46) Sap. 13, 1-5.

In uno studio a proposito della casualità darwinista dell'evoluzione della specie, Luciano Benassi fa notare:
<< [...] Supponiamo che alla mutazione siano interessati soltanto 5 geni [...] in un periodo di un miliardo di anni la probabilità che sia apparso un solo vertebrato munito di 5 nuovi geni funzionali, è di 1 su 100.000, ovvero che occorrono 100.000 miliardi di anni per avere la quasi certezza di vederne uno [...] Basta supporre [...] che i geni interessati alla novità siano 6 anzichè 5, perché la certezza della comparsa di un mutante risulti di 1 su 100 miliardi di miliardi di anni! Dato che la cosmologia più recente assegna all'Universo una età di circa 20 miliardi di anni [...], si può ritenere assurda ogni ipotesi che faccia ricorso al caso [...] >> Luciano Benassi, Cristianità n. 95 (1983). Scrive invece Jacob: "Forse si riuscirà anche a produrre, a volontà e nel numero di esemplari desiderato, la copia esatta di un individuo: un uomo politico, un artista, una reginetta di bellezza, un atleta. Nulla vieta di applicare fin d'oggi agli esseri umani i procedimenti selettivi utilizzati per i cavalli da corsa, i topi da laboratorio o le vacche lattiere [...]. Ma tutto questo non ha più a che fare soltanto con la biologia" . Francois Jacob, La logica del vivente, tr. it., Einaudi, Torino 1971. E' utile consultare anche il libro di Francois Jacob, << Evoluzione e bricolage, gli "espedienti" della selezione naturale >>, Einaudi, Torino 1978. Quelli di estrema sinistra credono tutti nel darwinismo. In realtà, il darwinismo è un'utopia, come il comunismo. Per questo piace loro. Nessuno è mai riuscito a dimostrarlo scientificamente, è solo una teoria, ma a loro piace pensare di discendere dalla scimmia… Tra un po' canteranno anche la canzone: << Avanti popolo, scimmietta rossa… >>.

Gianpiero Asara Cottu

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LINK UTILI
Mistificazioni evoluzionistiche e matematica http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/benassil95.htm
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SATIRA SUGLI EVOLUZIONISTI

Leggo in un articolo di Francesco Agnoli su Il Foglio del 12 giugno 2008: << Censure - Era un grande genetista ma contro l’aborto. Così Lejeune fu messo ai margini dal mondo scientifico [...] Si batte [...] per evitare il disastro nucleare, e confuta il darwinismo materialista e ideologico di Jacques Monod, che riduce l’uomo a un figlio del caso. In nome dei suoi studi di genetica Lejeune sostiene la credibilità di Adamo ed Eva e, anticipando di dieci anni le scoperte di Gould ed Eldredge, confuta il gradualismo step by step di Darwin, sostenendo che l’evoluzione ha dovuto per forza fare dei salti [...] >>.
Si sente dire in giro ancora la solita solfa dell'uomo che deriva dalla scimmia. Cos'è, una battuta? Sapete qual è la bibita preferita dagli evoluzionisti? L'orang-soda.

Gianpiero Asara Cottu

*** SATIRA SULL'EVOLUZIONE

Leggo in un articolo sull'ornitorinco di Massimo Piattelli Palmarini sul Corriere della Sera del 11 maggio 2008: << Appena conclusa la mappatura del genoma. Ecco le sorprese dell' animale più strano. «Il suo patrimonio genetico mette in crisi l' evoluzionismo» [...] I mammiferi normali, come è noto, hanno una coppia di cromosomi sessuali, XX nelle femmine, XY nei maschi. Ebbene l' ornitorinco ha ben 10 cromosomi sessuali, cinque paia di X nelle femmine, cinque X e cinque Y nei maschi. E ha in tutto la bellezza di 52 cromosomi, contro i nostri 46. [...] interessa tutti [...] perché depone contro l' idea darwiniana classica che l' evoluzione biologica proceda sempre e solo per piccoli cambiamenti cumulativi [...] >>. Gli evoluzionisti discendono dalla scimmia (è un insulto). Mi hanno risparmiato la fatica, in sostanza si prendono in giro da soli: sono loro che lo dicono, di avere origini quadrumani, non lo dico io. Una volta ne ho incontrato uno che mi ha detto: << Odio i creazionisti, gli scienziati che negano la teoria di Darwin. Sono un evoluzionista. Discendo dalla scimmia >>. E io: << Oh, la vuoi una banana? Ciao, salutami Tarzan ! >>.

Gianpiero Asara Cottu

** UMORISMO E DARWINISMO

Leggo in un articolo di Francesco Agnoli su Il Foglio 10/11/05: << La testa di Darwin - Il padre dell’evoluzionismo era convinto che i suoi studi gli avessero modificato il cranio… [...] La cosa potrebbe stupire solo chi conosca il suo pensiero attraverso i nostri ridicoli manuali della scuola dell’obbligo. Non invece chi, leggendo le sue opere originali, le ha trovate disseminate sia di affermazioni sconcertanti dal punto di vista scientifico, che di dichiarazioni apertamente classiste e razziste: ad esempio sull’inferiorità degli irlandesi, sulla necessità di limitare, come con le bestie, la riproduzione degli umani “inferiori”, o sulla superiorità mentale e fisica dell’uomo sulla donna. [...] >>.

*** SATIRA SU ELTON JOHN

EVOLUZIONE
IMMAGINE DI ANTONIO ALFIERI (SI SCHERZA, STIMO ELTON JOHN). Gianpiero Asara Cottu

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IL PROCESSO DELLA SCIMMIA

IL PROCESSO DELLA SCIMMIAEDIZIONI LINDAU.
AUTORE: Meotti G. Il processo della scimmia.
La guerra dell'evoluzione e le profezie di un vecchio biochimico COLLANA: I Draghi PAGINE: pp. 248 ILLUSTRAZIONI: N° 16 b/n f.t. FORMATO: cm. 14x21 PREZZO: euro 19,50 ISBN: 978-88-7180-579-5

IL LIBRO. Estate del 1925, Dayton, roccaforte battista nel Tennessee. Un giovane insegnante, John T. Scopes, viene processato (e condannato) per aver violato la legge che mette al bando l’insegnamento dell’evoluzione darwiniana. È il «processo della scimmia», il processo del secolo in America.
Nel dicembre del 2005 a Harrisburg si replica, ma a parti rovesciate. L’insegnamento del disegno intelligente è giudicato incostituzionale perché è una mera «progenie del creazionismo» e presuppone una «forza sovrannaturale». Sembra una sentenza definitiva, ma lo scontro su Darwin divide nel profondo la società americana, l’unica in Occidente a non essersi mai pacificata con la Grande Ipotesi del naturalista inglese e con la sua concezione della vita, al centro di una guerra che investe la natura stessa della democrazia e rispetto alla quale l’Europa appare invece inerte. L’ordinaria coscienza popolare e l’establishment liberal si confrontano su quello che resta un punto dirimente dell’identità culturale occidentale: il ruolo della religione nella società, a partire dalla scuola pubblica.
L’ideologia del darwinismo sociale ispira le grandi università e i centri di ricerca, dove in pochi decenni in nome dell’utopia scientista si è passati dalla genetica all’eugenetica. «È cominciato tutto con l’Evoluzione ed è finito con l’Eugenetica», scrisse già agli inizi del secolo scorso il cattolico Chesterton. E proprio l’eugenetica si agita come un lugubre fantasma nelle dense pagine del libro di Giulio Meotti, e con essa si rivelano le più recenti «frontiere» della scienza, sempre attraversate per il «bene» dell’umanità, dalla procreazione artificiale all’eutanasia, alla distruzione degli embrioni (Erwin Chargaff parlò di una nuova «Auschwitz molecolare»).
L’America è stata un terreno di coltura ideale per molti degli esperimenti scientifici più sconcertanti del ’900 – nel 1927 la Corte Suprema degli Stati Uniti si espresse a favore della sterilizzazione degli unfit, degli inadatti, perché, come sentenziò il giudice Wendell Holmes, «tre generazioni di imbecilli sono abbastanza. Non vedo ragione per attribuire all’uomo un significato diverso da quello del babbuino». Da allora centomila americani sono stati sterilizzati, la maggior parte dopo la follia nazista.
Ma anche la cronaca più recente resta tremenda. Il caso Terri Schiavo è solo il più eclatante e la sua morte per denutrizione, voluta da un tribunale, dai medici e dal marito in nome della buona vita, non cessa di scuotere le coscienze. Ma forse è inutile pretendere il lume della pietà – della ragione – da chi ha paragonato i suoi tristi sorrisi a «girasoli che seguono il movimento del sole nel cielo».

L'AUTORE. Giulio Meotti, laureato in filosofia a Firenze, è giornalista del «Foglio».
RECENSIONI. Antonio Carioti, «Corriere della Sera», 30 giugno 2006 «Giulio Meotti, giornalista del "Foglio", riporta sul banco egli imputati le teorie darwiniane. In parte perché il cieco meccanismo evolutivo gli pare inadeguato a spiegare l’origine della vita. Ma soprattutto perché a suo avviso Darwin, riducendo l’uomo a un semplice animale, ne avrebbe ferito irrimediabilmente la dignità, autorizzando ogni esperimento sulla sua pelle. Meotti […] presenta il darwinismo come il padre dell’eugenetica, funesta teoria che in America e in Svezia sfociò nella massiccia sterilizzazione forzata di individui considerati anormali e nel Terzo Reich portò alla loro uccisione. Un orrore che […] oggi si ripropone con le manipolazioni genetiche e l’eutanasia legale. Meotti non usa mezzi termini: vede nel darwinismo "un nemico spietato dell’uomo", che "non ha mai esaurito la sua carica di morte".» Matteo Orsucci, «Linea», 16 giugno 2006 «Nel libro di Giulio Meotti si spiega come gli eccessi della scienza contemporanea affondino le basi nel darwinismo»
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IL TAO DELLA BIOLOGIA

IL TAO DELLA BIOLOGIA EDIZIONI LINDAU. AUTORE: Sermonti G. Il tao della biologia. Saggio sulla comparsa dell'uomo COLLANA:
I Draghi PAGINE: pp. 144 ILLUSTRAZIONI: N° 33 b/n FORMATO: cm. 14x21 PREZZO: euro 14,50 ISBN: 978-88-7180-696-9
L'AUTORE. GIUSEPPE SERMONTI (Roma, 1925), genetista dal 1950 presso l’Istituto Superiore di Sanità in Roma, ha fondato la genetica dei microrganismi produttori di antibiotici e ha presieduto la International Commission for Genetics of Industrial Microorganisms.
Nel 1964 vince una cattedra di Genetica e nel 1970-71 presiede l’Associazione Genetica Italiana. Nel 1980 è eletto alla vicepresidenza del XIV Congresso Internazionale di Genetica a Mosca. Lo stesso anno è chiamato alla direzione della «Rivista di Biologia» (fondata nel 1919). In quel periodo inizia la sua critica allo Scientismo e all’Evoluzionismo darwiniano, che lo isola dall’establishment accademico. Nel 1982 l’Accademia Pontificia lo invita a partecipare a un gruppo di lavoro sull’Evoluzione dei Primati. Nel 1986 è tra i fondatori, a Osaka, del gruppo degli Strutturalisti dinamici, di cui la «Rivista di Biologia» diviene l’organo.
Alla ricerca dei significati non utilitaristi della scienza, indaga e scopre leggi naturali e tecniche chimiche nelle fiabe del focolare. Scrive e rappresenta drammi sui protagonisti della scienza. Nel 2004 riceve il Premio per la Cultura della Vicepresidenza del Consiglio, per le sue ricerche e critiche scientifiche. Pubblica indagini sulla nascita degli alfabeti dalle costellazioni dello Zodiaco. Tra le sue opere scritte o riedite negli ultimi anni, Il mito della Grande Madre (2002), Il crepuscolo dello scientismo (1971, 2002), Dimenticare Darwin (1999, 2003), Fiabe di tre reami (1986-92, 2004), Why Is a Fly Not a Horse? (2004), Tra le quinte della scienza (commedie, 2007).

RECENSIONI. Gabriele Burrini, «Astra», marzo 2008 «Un’operetta consolante, la presenta così l’autore. Perché prova con solide argomentazioni che l’uomo non deriva dalla scimmia, ma da una "madre comune" […]. Solo che mentre l’essere umano conserva le originarie potenzialità ed è rimasto fanciullo, la scimmia invecchiata.»

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MY JHWH ] URLERò COSì FORTE: così COME RUGGISCE IL LEONE DELLA TRIBù DI GIUDA, E IL TERRORE SI DIFFONDERà, CONTRO TUTTE LE CREATURE MALVAGIE! SI DIFFONDERà il terrore PER TUTTO IL REGNO DELL'ANTICRISTO con angoscianti e TERRIFICANTI PRESAGI DI MORTE.. la distruzione senza rimedio seguirà, per molti il sole del giorno dopo mai più potrà sorgere!
a Benjamin Netanyahu e: a tutto il popolo mondiale degli ebrei, tutti i miei: " regali ministri di Israele" non ha importanza, se i criminali moriranno veramente, noi li crederemo morti in noi stessi, perché, anche noi possiamo morire al peccato definitivamene! e, questo noi possiamo crederlo e pregarlo e ottenerlo: infatti: è scritto: " LA FEDE NON DELUDE!" E benché, nostro padre Abramo fece molti peccati, per inesperienza spirituale, involontariamente, tuttavia da quello che dovette sofffrire, la sua fede crebbe e divenne perfetta, ed è stato chiamato il PADRE di tutti i credenti! Ma piacque a Dio JHWH, anche, ed ancora di più, al di la, di tutti i suoi atti di giustizia e di eroismo, infatti, per nessuno di essi, lui Abramo fu giusticato e per nessuno di essi piacque  Dio: ma, piacque a Dio per la sua fede: "ECCO PERCHé L'AMORE SUPERA LA LEGGE " e "pieno compimento della legge è l'AMORE!" quindi, il Talmud è declassato a semplice libro letterario, è lui che impedisce la effusione dello SPIRITO SANTO, affinché, vengano benedetti tutti i popoli del mondo!
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http://fedele.altervista.org [ Salman dell'Arabia Saudita ]] ALLORA TU SEI TUTTO SCEMO! [[ così, io per proteggere Israele dalla Kabbalah dei Rothschild, che ha già portato a morire 6 milioni di ebrei circa, con Hitler, io devo danneggiare qualche religione? ] ALLORA TU SEI TUTTO SCEMO! [ Qui, tutti lo sanno, se tu non eri un assassino seriale, un criminale internazionale, io non avrei, mai detto nulla contro il mio Santo Islam, che può essere una religione benefica e positiva, ma, che, tu ne hai fatto una religione maligna e negativa, come è il satanismo stesso! ] E SE L'ISLAM VERRà ABOLITO SUL PIANETA I SATANISTI FARISEI DARANNO LA COLPA A ME, MENTRE IN RELATà, LORO LO AVEVANO PROGETTATO, già,  PRIMA CHE IO NASCESSI CON LA LORO KABBALAH [ OK! Maometto è il figlio di satana, esoterista, tutti i crimini e tutti i peccati sono stati con lui, quelli che hanno scritto 4 volte il Corano, distruggendo 4 edizioni, dopo di lui, erano degli assassini, come dei pezzi di merda di asino.. ma, l'Islam tuttavia non sarebbe mai diventato qualcosa di cattivo, se voi non eravate cattivi! VOI SIETE CATTIVI, e STUPIDI anche, PERCHé VOI NON STATE FACENDO NULLA PER AIUTARE ME! O ci salveremo insieme, o moriremo insieme in questa guerra mondiale, ma, tu hai fatto di te stesso un ipocrita criminale a cui nessuno si può avvicinare! 
Salman dell'Arabia Saudita ] tu non devi dire: "la Monarchia Inglese la fanno vivere, quindi faranno vivere anche me" [ perché Elisabetta II, LEI è Gezabele II, e stanno nelle banche SpA, INSIEME con i Rothschild a succhiare il Signoraggio Bancario, ED IL SANGUE DEI POPOLI SCHIAVI ] NON HAI VISTO TU COME HANNO RIMOSSO, TUTTE LE MONARCHIE TEOCRATICHE? INFATTI, I FARISEI MASSONI COSPIRAZIONE USURA E SCHIAVITù UNIVERSALE, idolatria talmud, Baal JaBullOn loro ODIANO I POTERI forti: MONARCHICI E TEOCRATICI!
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Elisabetta II del Regno Unito ] e già, come no, tutto ad un tratto: adesso, non lo conosce nessuno questo Demonio usuraio Rothschild il Parassita? Voi portate tutti il suo demonio denaro del debito: in tasca! Voi siete tutti, i suoi complici con lui all'inferno!
my JHWH ] perché io non posso mai stare da solo in pace a lavorare? Questi leggeno i miei articoli nel momento stesso che io li sto digitando sul WordPad, altro che DATAGATE, ormai i nostri sistemi operativi non sono una protezione per nessuno, e tutti lo sanno io ho soltanto windows
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Bush 666 Rothschild SpA Gmos ] sostanzialmente [ io credo che, voi dovreste ringraziare, i vostri agenti CIA 666 in facebook, per avermi chiuso la pagina di ANSA MONDO.. che felicità! ADESSO MI POSSO DEDICARE SOLTANTO A VOI! [ 
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Salman dell'Arabia Saudita ] possibile che, proprio tu con tutti i tuoi assassini della Galassia Jahdista shari'a il nazismo, per il mondo intero Califfato: allah akbar, tu non riusciresti a fare un lavoro sporco a nome mio? infatti la leggittima difesa non è omicidio colpevole!
my JHWH holy holy ]  adesso sono più offesi gli sgozzatori maomettani o gli usurai strozzini farisei? Ahhhh adesso ho capito: "sono entrambi: i commercianti di schiavi: dello anticristo!" OK! ALLORA, noi NON ABBIAMO PIù UNA SPERANZA DI EVITARE questa GUERRA MONDIALE nucleare: dunque che sia! HAI VISTO? QUESTA VOLTA, IO HO VINTO LA MIA SCOMMESSA CONTRO DI TE!
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my JHWH holy ] e che cazzo è da oltre 25 anni che questi maomettani mi hanno messo a contare i cadaveri dei martiri cristiani innocenti! MO BASTA [ EIH, TU  ANIMA MALEDETTA Muhammad, Jaman, Awal, SHARI'A, Islam, nazismo Satana ] nel nome di Gesù di Betlemme [ tu spirito malefico, maligno, assassino seriale nazista, tu vieni fuori, esci dal corpo del Genere Umano! amen alleluia! ] [ C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. http://esorcismo.altervista.org/esorcismo_san_benedetto.htm ] Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni. + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
P. Pio dice: "Quanti disgraziati nostri fratelli non corrispondono all'amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell'infame setta della massoneria!"Temono che possiamo unirci su questo obiettivo, perché risolverebbe tutti gli altri e così perderanno il controllo su di noi
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US Drops Key Demand to Inspect Iran Nuclear Sites. In a major setback to stop Iran from nuclear capability, the US has agreed to drop its key demand to inspect Iran's nuclear sites. A bad deal has now become much worse. kerry Zarif. WATCH: What the World Looks Like with a Nuclear Iran (Chilling Video)  This SHOCKING video shows what would likely happen if an Iran nuclear deal goes bad, resulting in nuclear threats and actual attacks. The real world with a nuclear Iran. On Thursday speaking to new graduates of the Israeli Air Force, Prime Minister Benjamin Netanyahu issued new last-minute warnings on the nuclear agreement with Iran. As the June 30 deadline for the deal is just days away, the Israeli PM said the West is making too many concessions and paving the way for Iran to be his country's "top threat." But he says there is still enough time to make a good deal. "[The West] could still come to their senses," said Netanyahu. "It's still not too late to insist on a good agreement, and certainly not too late not to promote a bad agreement." But he is warning that concessions are only making Iran's desire to become a nuclear power more intense. "These concessions increase Iran's appetite, and every day, they come and further raise their requirements in order to squeeze more concessions from them," the prime minister said. "This agreement is fundamentally flawed," he added, "leaving the path to achieving Iran's arsenal of nuclear bombs within a decade." "I repeat it now: no agreement is better than a bad agreement," Netanyahu warned, but insisted that no matter the outcome, "Israel will always protect itself, and the IAF is a big part of that."
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    What if the Iran Deal is a Bad Deal. Scene of terror attack     Female Palestinian Terrorist Stabs Female IDF Officer. A female IDF officer is in moderate to serious condition after being stabbed in the neck by a female terrorist in Palestinian Authority-controlled Bethlehem.
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Desecration of the Mount of Olives Cemetery     WATCH: Arab Vandals Destroy Jewish Tombstones on the Mount of Olives. The situation is becoming dire on the Mount of Olives cemetery where Arabs are frequently vandalizing, burning and destroying Jewish tombstones. [Destruction and Tomb Burning on Mount of Olives. Following the severe vandalism on the ancient Mount of Olives Jewish cemetery by Arab rioters, the Religious Services Ministry intends to double the security budget for the site, Arutz Sheva has learned Tuesday. "We are not going to give in to terrorism in the Mount of Olives area," Religious Affairs Minister David Azoulay (Shas) stated Tuesday. "We will double the security budget during the approvals process for the state budget in order to stop vandalism on the Mount." "There are 5,000 vacant gravesites [on Mount of Olives], which you don't have on Har Hamenuchot [the other main cemetery in Jerusalem - ed.], for example, but people are afraid to bury their loved ones there because of the desecration of gravestones and sense of a lack of security on the roads leading there," he added. Religious Affairs Ministry CEO Oded Fluss added that the entire issue speaks volumes about whether Israel is truly exercising its sovereignty over Jerusalem. [ Watch Here ] He added that even a small boost in funding for security would solve many of the problems with the Mount. "I do not know why the desecration of graves at other locations stirs up a media storm, while here, it's done systematically," he lamented. a "We intend to make every effort to combat this phenomenon and bring this intolerable situation on the Mount of Olives and its roads to the public consciousness." The budget for Mount of Olives is due to be expanded in any event, as part of the implementation of the coalition agreement ruling party Likud signed with Shas to form the new government. Ongoing vandalism at the Mount has recently escalated, as Arabs have begun not only smashing tombstones, but torching graves as well. Jews are becoming afraid to bury their dead there as a result of the vandalism, which in some cases the Israel Police have blamed on the Jews themselves, in what activists say is an attempt to avoid tackling the problem. Source: Arutz Sheva ]
=================      [Horrifying Video] Watch What Happens if the Iran Deal Goes Bad
Dear Lorenzo, The video you are about to watch will shock you. It is not like anything you have ever seen before.
Although horrifying beyond belief, it is a realistic depiction of what can actually happen if the Iran deal goes bad. It's chilling how realistic it is. You absolutely must take a glimpse [ https://go.madmimi.com/redirects/1435519020-91b52746d467a0f7b6b813cb7022bdb7-9e03887?pa=31291241763 ] at the world with a nuclear Iran.
After you watch, please FORWARD this email to every single person you know. You will understand why.
Click Here to Watch the Frightening Video https://go.madmimi.com/redirects/1435519020-2b16c46b8d78b717b9e5bbb3d21093ba-9e03887?pa=31291241763 Join us in praying that what you have just seen will never actually happen. But that's not enough. We must do everything in our power to stop a nuclear Iran.
Yes, Israel needs your help. But so does the entire free world. We cannot afford to remain silent. Contact your elected officials today! Click Here to Sign the Petition to Stop Iran. Again, we urge you to forward this email to everyone you know - RIGHT NOW! Thank you for standing United with Israel.]
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Palestinian rock terror     Rock-Throwing Arabs Attack Jewish Children in Jerusalem. Rock-throwing Arab terrorists attacked a bus filled with small children in Jerusalem on Monday. The children managed to escape unharmed.
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Urge President Obama and the US Congress: Keep the Pressure on Iran
Thank you for signing the Petition http://stopiran.org/thankyou.php?status=old_email&Contact0Email
     Terrorists Open Fire on Israeli Drivers Near Community of Shiloh: Victim: 'They Wanted to Kill Us Because We Are Jews'. Click here to watch: Terrorists Open Fire on Israeli Drivers Near Community of Shiloh

Terrorists opened fire on Monday evening on an Israeli vehicle near the community of Shiloh in the Binyamin region. Four people were wounded in the attack, including one seriously. Two of the victims were evacuated to the Shaarei Tzedek Hospital in Jerusalem, among them the seriously wounded victim and one more in light-to-moderate condition. Two other victims were evacuated to the Hadassah Ein Kerem Hospital. Magen David Adom reported that "at 22:55 there were reports of ah shooting at three people near the community of Shvut Rachel. Magen David Adom teams on their way.” The terrorist attack in Shvut Rachel is the second attack in several hours. Earlier on Monday, an IDF soldier was wounded in a stabbing attack at Rachel's Tomb in Bethlehem. According to security sources, a female Arab terrorist arrived on Monday morning at the checkpoint adjacent to Rachel's Tomb, located south of Jerusalem and adjacent to Bethlehem in Judea, where she stabbed a 25-year-old female IDF soldier who was manning the checkpoint several times in the neck. After paramedics carried out emergency first aid at the scene, the soldier was evacuated in serious condition for further medical treatment at the Hadassah Ein Kerem Hospital in Jerusalem. Shortly after being evacuated to the hospital the soldier's condition stabilized, but continued to be classified as moderate to serious. And on Saturday night, terrorists opened fire on a civilian ambulance as it was driving along a road adjacent to Beit El in the Binyamin region. At least three direct hits from the bullets were located on the ambulance, but fortunately no one was wounded in the incident.
Watch Here https://www.youtube.com/watch?v=GgxA9pQHA1k Victim: 'They Wanted to Kill Us Because We Are Jews'
Yair Ofer from Kohav Hashachar, one of the Jews wounded in the shooting attack Monday in the Binyamin region, spoke to B'Hadrei Haredim​ from his hospital bed Tuesday morning about his ordeal. Yair also commented on the latest spike in attacks in Judea and Samaria, noting that a good deal of the problem lies with the "settler" label. "They say I'm a 'settler.' What does this mean, 'settler?" he fired. "I grew up in Jerusalem and looked for a nice place to raise my children. I am a father of two children and I'm married, and they are my life." "I am a student and I work very hard so that we have money and live well enough," he continued. "No one gives me money. The state doesn't help 'settlers.' I pay tax and national insurance, and we work hard and listen to them call us 'settlers,' and it's 'okay' for them to do that because we are 'land grabbers." "No!" he added. "Overall, we believe that the Land of Israel is ours and it is our right to live there." "I have never hit an Arab, I work with Arabs, and I treat them as people like any other people, whom we should treat with respect," Yair declared. "I'm not going to war. We want to live in peace."
http://www.israelvideonetwork.com/terrorists-open-fire-on-israeli-drivers-near-community-of-shiloh/?omhide=true&utm_source=MadMimi&utm_medium=email&utm_content=Terrorists+Open+Fire+on+Israeli+Drivers+Near+Community+of+Shiloh&utm_campaign=20150630_m126386047_6%2F30+Breaking+Israel+Video%3A+Terrorists+Open+Fire+on+Israeli+Drivers+Near+Community+of+Shiloh&utm_term=terror-attack-shiloh_png_3F1435659668
Source: Arutz Sheva ] The One Video About Peace in the Middle East Every Person Must See [ On September 18, 1978, Egyptian President Anwar Sadat and Israeli Prime Minister Menachem Begin signed the so-called Camp David Accords, cementing the notion that land for peace would become the basis for a resolution of the Arab-Israel conflict. In 2000 Israel withdrew it’s forces from Lebanon. In 2005 Israel withdrew it’s forces and all of its civilians from the Gaza strip. Did Israel really get peace? http://www.israelvideonetwork.com/the-one-video-about-peace-in-the-middle-east-every-person-must-see/?omhide=true&utm_source=MadMimi&utm_medium=email&utm_content=Terrorists+Open+Fire+on+Israeli+Drivers+Near+Community+of+Shiloh&utm_campaign=20150630_m126386047_6%2F30+Breaking+Israel+Video%3A+Terrorists+Open+Fire+on+Israeli+Drivers+Near+Community+of+Shiloh&utm_term=F140728EI01-e1403978093665_jpg_3F1435657523
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Ciao, lorenzo. [ Due pastori sudanesi, padre Michael Yat e padre Peter Reith) rischiano l'ergastolo o la pena capitale.
 E questo per aver predicato il Vangelo. Chiedi all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani di intervenire!
] Scrivo per invitarti a partecipare a questa nostra petizione (http://www.citizengo.org/it/25963-due-pastori-cristiani-rischio-pena-di-morte-sudan), riguardante il caso di due pastori sudanesi, il reverendo Michael Yat e il reverendo Peter Reith, arrestati e detenuti ingiustamente in Sudan, in base ad accusa assurde che potrebbero addirittura comportare la pena di morte. Lo scorso dicembre, padre Michael si è recato presso una chiesa evangelica presbiteriana precedentemente attaccata e distrutta delle autorità. Dopo il sermone, il religioso è stato arrestato immediatamente. Padre Peter ha denunciato pubblicamente l'ingiusto arresto ed è stato a sua volta condotto in carcere nei primi giorni del mese successivo. Il processo, che vede i due predicatori imputati di minaccia al sistema costituzionale del Sudan e di spionaggio, è iniziato lo scorso 15 giugno. Ma la palese assenza di testimoni dimostra come i due siano stati arrestati esclusivamente in base alla loro fede religiosa e alla loro attività di evangelizzazione.
Inizialmente detenuti in un luogo ignoto, i due pastori sono stati da poco rintracciati. Denunciano violenze psicologiche e intimidazioni: solo da poco hanno potuto rivedere i propri famigliari (il reverendo Yat ha due figli piccoli; il reverendo Reith una bambina appena nata). E sempre e solo attraverso una finestra schermata.
Si tratta di vere e proprie persecuzioni religiose, perpetrate nonostante la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (sottoscritta dal Sudan) e la stessa Costituzione sudanese, che garantiscono il diritto alla libertà di culto.
Per questo, ci rivolgiamo all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani,Zeid Ra'ad Al Hussein, chiedendogli di intervenire. Ti invito, lorenz, a firmare questa nostra iniziativa (cliccando sul link seguente) e, dopo averlo fatto, a condividerla con i tuoi contatti (potrai farlo tramite social media, attraverso la pagina che visualizzerai dopo la firma) o inoltrando direttamente questo mio messaggio via email:
Firma qui: http://www.citizengo.org/it/25963-due-pastori-cristiani-rischio-pena-di-morte-sudan
Persecuzioni religiose contro i cristiani non sono una novità in Sudan. Ciò che è successo un anno fa con il caso di Meriam (la donna ingiustamente condannata a morte per apostasia) dimostra la terribile situazione dei cristiani che vivono in quel Paese, ma anche la potenza e l'efficacia di un'iniziativa di mobilitazione e pressione internazionale. Nel caso di Meriam, è stato proprio grazie all'interesse e agli appelli da tutto il mondo (tra cui le più di 300.000 firme raccolte da CitizenGO) che si è giunti alla sua liberazione. Ora vogliamo e dobbiamo fare lo stesso per padre Peter e padre Michael.
Per ogni firma raccolta, il nostro sistema invierà automaticamente una email all'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani e all'indirizzo istituzionale della presidenza del Sudan, chiedendo all'Alto Commissario di adoperarsi perché padre Michael e padre Peter siano rilasciati immediatamente.
Firma qui: http://www.citizengo.org/it/25963-due-pastori-cristiani-rischio-pena-di-morte-sudan
Grazie mille del tuo interesse nei confronti delle nostre campagne di raccolta firme e della tua partecipazione.
A presto, Matteo Cattaneo e tutto il team di CitizenGO
P.S.: Come certamente sai, lo scorso sabato si è svolta a Roma una grande manifestazione, organizzata dal comitato "Difendiamo i nostri figli", a difesa della famiglia naturale e contro l'indottrinamento gender nelle scuole, l'utero in affitto e il "matrimonio gay". L'evento ha avuto enorme successo, con centinaia e centinaia di migliaia di famiglie arrivate da tutta Italia. Anche noi di CitizenGO siamo stati felici di partecipare. Ecco il nostro video della manifestazione: https://www.youtube.com/watch?v=4ZoPR2GnwNg
Libertà per i pastori cristiani ingiustamente detenuti. a Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario dell'ONU er i diritti umani. Sono rimasto scioccato per la situazione dei pastori Yat Michael e Peter Yein Reith, a rischio pena di morte per aver predicato il Vangelo in Sudan. Si tratta di una palese violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (articolo 18) e della Costituzione del Sudan (sezione 6). Chiedo il rilascio immediato di padre Michael e padre Reith! Due pastori cristiani (il reverendo Michael Yat e il reverendo Peter Reith) sono stati arrestati in Sudan e rischiano la pena di morte. L'arresto risale allo scorso dicembre, dopo un sermone tenuto da padre Michael nella sua chiesa evangelica presbiteriana, distrutta poco prima dalle autorità. Padre Peter, dopo aver condannato l'ingiusto arresto di padre Michael, è stato anch'egli rinchiuso in carcere.
Secondo testimoni della stessa chiesa dei due pastori, "non si tratta di niente di nuovo per la nostra chiesa. Quasi tutti i pastori sono stati arrestati. Siamo stati presi a sassate e a bastonate. Questo è il loro modo di comportarsi con le chiese cristiane. Non siamo sorpresi."
Il processo ha preso il via lo scorso 15 giugno. L'assenza di testimoni, manifestatasi negli ultimi giorni, prova che i due pastori stanno subendo minacce legali e persecuzioni semplicemente a causa della loro fede.
Padre Michael è sposato e ha due bambini (uno di un anno e l'altro di 3), mentre padre Peter, che gestisce un orfanotrofio nel Sud Sudan, ha una figlia appena nata.
Vogliamo chiedere alle Nazioni Unite di agire. Quando Meriam, sempre in Sudan, è stata arrestata e condannata a morte a causa della sua fede cristiana, è stato grazie alla pressione internazionale (causata anche da CitizenGO) che il suo caso si è risolto per il meglio. Dobbiamo fare lo stesso ora!
Per ogni firma a questa petizione, il nostro sistema invierà una email a Navi Pillay, Alto Commissario ONU, e a l presidente sudanese Omar al-Bashir, con il testo della petizione che si trova qui a destra.
Ulteriori informazioni (inglese): 2 Pastors face possible death penalty for preaching the gospel http://pulse.ng/religion/in-sudan-2-pastors-face-possible-death-penalty-for-preaching-the-gospel-id3782295.html
http://blogs.cbn.com/globallane/archive/2015/06/01/imprisoned-south-sudan-pastors-unafraid.aspx
After Meriam Ibrahim's Release, Why Are Two Christians Still Facing The Death Penalty In Sudan? http://www.huffingtonpost.com/2015/05/21/sudan-christians-death-penalty_n_7346896.html
Interview: Imprisoned South Sudan Pastors Unafraid.
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Today marks one year since the Islamic State proclaimed the dawn of a new Islamic ‘caliphate’ in Iraq and Syria, and thousands of Christians were forced to flee. year ago, few people had any idea what the word 'caliphate' means. Then, on June 29, 2014, an army of radical Sunni Muslims proclaimed the dawn of a new Islamic 'caliphate', or Islamic State (IS). In the year since, Christians of Syria and Iraq have learned first-hand what a caliphate means to them: They can become Muslim. They can leave. Or they can die. Christians who live outside the IS shadow, however, also need to understand what the IS embodiment of a caliphate means for persecuted believers, Christians worldwide, and what Open Doors is doing to help. The Islamic State’s interpretation of Islam is a grave threat to Christians. Untold numbers have been killed, raped or abducted. Hundreds of thousands of Syrian and Iraqi Christians have been driven from their homes, creating a humanitarian crisis of the first order. While many of the oldest Christian communities in the world have been overrun, and their existence is at stake. Open Doors refuses to accept that there may be no more Church left in Iraq or Syria, but the world needs to wake up and recognise the seriousness of the threat. The IS movement has a strong potential to spread beyond Iraq and Syria through foreign jihadists. It is realistic to expect more jihadists, returning to their native Western countries, will turn against Christian, Jewish or Western influences in Europe and worldwide. Anxious Western governments could be in danger of restricting Muslims too much. That could create a vicious cycle of frustration and resentment, which may fuel further violence against these Christian, Jewish or Western influences.
https://www.opendoors.org.za/eng/persecuted_christians/news_persecuted_church/news_2015/06_june/iraq_syria_declaration_is_caliphate/
 I livelli ideologici di quella che era una volta la nostra società ebraico cristiana (la sacraità del valore della vita) sono in caduta libera, perché il sistema massonico: i maggiori  specialisti massoni di ingegneria sociale della storia, del nuovo ordine mondiale: con la sua potenza finanziaria politica e mediatica, rappresenta il nuovo criterio di cosa è giusto e di cosa è sbagliato, il materialismo relativismo edonismo e nichilismo: (ogni uomo è il suo portafolio e il suo ruolo nel sistema: il potere massonico) ecco perché Dio e la sua legge naturale sono andati in cantina. ADESSO QUELLO CHE ATTENDE LA NOSTRA SOCIETà è UN NUOVO LIVELLO DI IMPAZZIMENTO E IMBARBARIMENTO. Aleteia - Negli USA il matrimonio gay è legge Storica decisione della Corte Suprema americana che rende legale in tutti gli Stati le unioni omosessuali... COME ANCHE NEL (più il District of Columbia). CON ALTRI 13 stati il matrimonio gay era esplicitamente vietato.
Secondo un sondaggio di Gallup, dal 1996 al 2014 i cittadini americani favorevoli alla legalizzazione dei matrimoni gay sono passati dal 27 al 55 per cento. L’amministrazione democrata del presidente uscente Barack Obama è favorevole all’equiparazione fra matrimonio omosessuale ed eterosessuale già dal 2011. Una precedente sentenza della Corte aveva riconosciuto a livello federale la validità di tali unioni, ora i singoli stati non potranno più sottrarsi a questo riconoscimento.
La sentenza era ampiamente attesa vista anche la difficoltà di trovare qualcuno che difendesse la tesi opposta di fronte alla Corte. http://www.aleteia.org/it/tag/matrimonio-gay-5706778486505472




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